Dopo il mio articolo su I cinque sensi di Rodi che vi era piaciuto tanto, questa estate vi porto in un viaggio sensoriale che ha come protagonista un’altra piccola perla del Mediterraneo, questa volta nostrana: Catania.

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Aci Castello, Catania

Catania è una città dai mille contrasti sensoriali. È una città dove le pendici dell’Etna si rispecchiano in un mare blu intenso. Dove l’accento catanese ti accompagna come una melodia dettando il ritmo dei passi, ma è intermezzato dai rumori più violenti dell’indaffarato traffico cittadino. Catania è il sorriso di un anziano signore che ti guarda dalla finestra di casa sua, è l’aiuto sempre gentile delle persone del posto. Catania è il pesce fresco e la brioche con la granita.

Insomma, Catania non è semplicemente una città siciliana, è un posto da riscoprire e da assaporare lentamente… e non solo con il palato! Catania si può riscoprire attraverso tutti e cinque i sensi.

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GUSTO

Inizio con il senso che è stato (forse) più appagato in questa magnifica terra. I sapori catanesi sono così intensi e pieni che fanno roteare gli occhi all’indietro ad ogni boccone. Cosa c’è di meglio dello svegliarsi con una brioche fresca con un po’ di granita al cioccolato? O al pistacchio. O al limone. O alla mandorla. Tutto qui è più saporito: i frutti di mare, i dolcetti alla mandorla, la frutta, i liquori, i cannoli. Catania è poi una città dai gusti diversi, va dal sapore dolce del pesce fresco preparato con maestria a quello più forte della carne di cavallo. Ce n’è davvero per tutti i gusti!
CONSIGLIO: aprite TripAdvisor e andatevi a cercare i ristoranti con meno recensioni e con i menu solo in italiano. Quelli senza troppi fronzoli e dove vi sentite davvero di stare a pranzo da vostra nonna, non vi stupiranno di certo!  Ristoranti consigliati: Hosteria del panda e, soprattutto, la Trattoria La Pigna Verde (che appartiene alla categoria appena descritta).

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Brioche e granita al cioccolato

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Pasta alla Norma

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Filetto di tonno in crosta di pistacchio di Bronte

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OLFATTO

I profumi di Catania sono difficili da dimenticare: l’odore di salsedine del mare, quello pungente del pesce fresco nei numerosi mercatini, quello del pane appena sfornato nei piccoli panifici della città. E poi Catania profuma di Delizia al limone, di granita e di bucato appena steso. Catania profuma di storia, di libri antichi del Monastero dei Benedettini, oggi sede dell’Università di Catania. Catania profuma decisamente di buono.

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Interno del Monastero dei Benedettini

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Mercato di pesce

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VISTA

Il panorama catanese ha una magia particolare, dove i colori scuri, quasi tetri, del Cratere Silvestre dell’Etna abbracciano quelli più estivi e profondi del mare, accarezzandoli timidamente. Una volta arrivati sul vulcano, quasi ci si dimentica di essere in Sicilia, tanto l’atmosfera appaia lunare, spenta, malinconica, ma pur sempre magica. Gli occhi si soffermano sempre sui gruppi di persone che la sera si radunano con le sedie sul marciapiede per prendere un po’ d’aria e parlare con i vicini. Scrutano i segni del tempo sulle vecchie case dai colori chiari, le scritte degli innamorati, le piante in fiore e i ritmi frenetici del traffico cittadino.

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Duomo di Catania

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Duomo di Catania

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Etna, Cratere Silvestre

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Isole Ciclopi (Faraglioni di Acitrezza)

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Etna, Cratere Silvestre

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UDITO

Questa città siciliana ti accoglie con i tipici rumori cittadini che tanto danno fastidio, e poi ti coccola con la cadenza melodica delle persone del posto. Con le canzoni tipiche che provengono dai locali. Con le tipiche canzoni estive dei chioschi in riva al mare. Con il suono scrosciante dell’acqua delle fontane. Inoltre, cosa c’è di più bello che prendersi un’audio-guida e ascoltare di come le bellezze di Catania fossero già menzionate nell’Odissea? Secondo il famoso libro, le Isole Ciclopi di Acitrezza non sono altro che il frutto dell’ira del ciclope Polifemo, che scagliò pietre contro Ulisse dopo che quest’ultimo lo ebbe acciecato.

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Teatro dell’Opera

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Spiaggia di Aci Castello

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TATTO

La cosa che il turista tocca di più a Catania è certamente una: la forchetta (o il cucchiaino, a seconda del momento della giornata). Ma non solo. Non si dimenticherà mai il dolore ai piedi, che protestano per i troppi scogli appuntiti sulle spiagge di Acitrezza e che si rilassano a contatto con l’acqua salata. Le mani che accarezzano i resti di ciò che l’Etna ha distrutto e i vari gioielli creati dagli abili artigiani del posto con le pietre laviche.

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Casa sommersa dalla lava, Etna

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Spiaggia di Aci Castello

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Acitrezza

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Spero che questo viaggio sensoriale vi abbia fatto venire voglia di partire alla scoperta di questa terra meravigliosa, o che vi abbia riportato in mente bei ricordi, se già lo avete fatto. Un enorme grazie va al B&B Le Ninfe, che ha reso il nostro soggiorno a Catania unico. Pernottamento consigliato!

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Camera nel B&B “Le Ninfe”


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