Prima di partire per Bruxelles, così come faccio sempre prima di un viaggio, ho indagato un po’ su quali fossero le principali attrattive di questa piccola ma meravigliosa capitale europea. E credetemi, ce ne sono molte, quindi non lasciatevi scoraggiare da chi vi dice il contrario. Tra queste, quella che ha subito fatto scattare la famosa scintilla è stata l’esistenza di un percorso molto particolare: la Comic Street Route, un itinerario che porta a scoprire i murales interamente dedicati ai fumetti.

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L’arte del fumetto è famosissima in Belgio. Infatti, per chi non lo sapesse, è proprio qui che nascono le storie dei Puffi, di Tin Tin, di Alix e di Lucky Luke, giusto per fare alcuni nomi. La tradizione fumettistica è talmente importante e longeva (dal 1928 con Tin Tin, nato dalla penna di Hergè) che ha fatto vincere a Bruxelles la nomina di “Patria della nona arte”.

Passeggiando per questa città, dove si respira arte (oltre che odore di cioccolato) anche nelle stradine più isolate, non si fa troppa fatica a capirne il perché. Il fascino gotico degli edifici più antichi si mescola con la fantasia dei pittori surrealisti come Magritte e con quella moderna dei writers, regalando al turista una sensazione che è difficile da spiegare a parole. Arte allo stato puro, non c’è altro modo per descriverla. Un’arte che trova la sua coerenza nella vitalità della popolazione belga, nelle numerose gallerie d’arte sparse per tutta la città, nei messaggi forti lasciati sulle vetrine dei negozi e nelle poesie incise sui marciapiedi.

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De quoi voudrais-tu te débarasser? (Di cosa ti vuoi sbarazzare?)

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Parlamento Europeo

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Invece che armarmi di mappa e seguire rigidamente l’itinerario, ho semplicemente deciso di gironzolare qua e là e lasciare che fossero i murales a venire a me. Non potevo fare scelta più azzeccata: ogni volta che giravo l’angolo e me ne trovavo uno davanti, oppure scorgevo in lontananza i loro colori caratteristici, mi si illuminavano gli occhi come quando una bambina entra in una cioccolateria (va bene, va bene… come quando IO entravo in una cioccolateria), gridando tutta contenta alla mia amica “Guarda, ce n’è un altro!”.

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Dire però che i murales più belli a Bruxelles sono solo quelli della Comic Street Route è un eufemismo. Ce ne sono moltissimi sparsi qua e là che si fondono con lo stile della città e la sua fantasia, ma che hanno poi scopi completamente diversi: pubblicità per negozi o brasserie, denuncia sociale (murales contro l’omofobia, la discriminazione sessuale, solidarietà per i malati di AIDS) oppure senza un significato preciso. L’arte per il gusto dell’arte, come si diceva negli anni dell’estetismo. La loro funzione, però, non è importante. Indipendentemente dalla loro natura, vale la pena di fermarsi ad ammirarli con il naso all’insù e con la macchinetta fotografica alla mano.

2 1“Kid escaping homo-bullying” (Bambino che scappa dal bullismo omofobico)

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2 6Un’insegna di un negozio

Bruxelles è una città perfetta per staccare anche solo per qualche giorno dalla routine quotidiana. La sua vivacità è fatta di colori pastello che contrastano quelli più cupi dell’architettura gotica e fiamminga, di arte antica che si alterna a quella moderna, con i palazzi ultratecnologici in vetro e i murales che fanno da sfondo agli edifici religiosi in marmo.

“Larte scuote dallanima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni.”
Pablo Picasso


Revisore: Giorgia Giometti

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