Vagabondando in internet mi sono imbattuta in un artista canadese chiamato Rob Gonsalves… ed è stato subito amore. Mi sono innamorata immediatamente dei suoi lavori, della sua affascinante idea di arte e delle sensazioni che è capace di trasmettere. Aspettate di vedere le sue opere e anche voi farete la mia stessa fine. Per apprezzarle fino in fondo, però, cerchiamo prima di capire il suo pensiero.

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Gonsalves nasce nella fredda Toronto nel 1959 e da subito si avvicina al mondo dell’arte. I suoi miti sono artisti come Tanguy, Dalì e Magritte. È spesso considerato un surrealista, anche se il termine che più correttamente categorizzerebbe il suo lavoro è “realismo magico”. Un nome che è tutto un programma, una contraddizione che mi ha conquistata dall’inizio e che mi ha spinto ad andare più a fondo.

Il pittore canadese vuole rappresentare il desiderio degli uomini di credere nell’impossibile e di essere aperti ad ogni possibilità. Gonsalves mette su tela scene normali, reali, come può essere una partita a scacchi tra un signore anziano e suo nipote, due bambini che giocano o che costruiscono un puzzle, dei ragazzi che nuotano contenti. A questa realtà si aggiunge la magia, sapientemente inserita grazie ad una serie di illusioni di prospettiva e colori. È proprio qui che nasce il realismo magico, dall’incontro di due mondi apparentemente agli antipodi, ma che si fondono insieme perfettamente.

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Ad oggi, l’artista ha realizzato più di 70 quadri, ha pubblicato 3 libri (“Imagine a night”, “Imagine a day” e “Imagine a place”) rispettivamente nel 2003, 2004 e 2008, ed ha molti altri progetti in cantiere.

Siete pronti ad iniziare un viaggio nella mente creativa e meravigliosamente complicata di Rob Gonsalves?

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Li adoro, punto. Mi trasmettono un’idea di libertà e serenità straordinaria.

Quello che colpisce è la sua visione utopica e meravigliosa della vita, della normalità. La realtà è presente in ogni quadro, ma diventa sempre qualcosa di diverso. Che sia un grido di denuncia, un semplice gioco di illusioni o un’evasione dalla routine non ci è dato saperlo. E forse è proprio questo il bello: ognuno lo interpreta a modo suo.

Spesso, erroneamente, pensiamo che la pittura sia così antica da essere stata ormai superata da altri tipi di arti più moderne come la fotografia o il cinema. Non vi nego che io stessa quando ho visto rappresentato in un quadro uno skyline fatto di grattacieli e luci mi ha fatto un po’ effetto. La maggior parte di noi ha sempre associato i dipinti e la pittura ad un ideale barocco di pomposità, agli avanguardisti del ‘900, all’impressionismo di Monet o alla santità inviolabile dei quadri rinascimentali. Tutte epoche che ci sembrano distanti anni luce.

Beh, i quadri che vi ho appena mostrato credo siano una prova che questa è una convinzione sbagliata. L’arte è viva e si muove insieme alle persone, si evolve insieme alla società. Voglio dire, direste mai, se non lo sapeste, che questi sono dipinti piuttosto che animazioni create al computer? Eppure lo sono. E sono straordinarie.


Revisore: Giorgia Giometti

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