Vi ricordate lo splendido lavoro del fotografo russo Murad Osmann, l’autore dei famosi scatti dove si vede una ragazza di spalle che trascina una mano maschile in giro per il mondo? Tutto era nato a Barcellona, città dove Murad e la sua fidanzata erano in vacanza. Pare che lui abbia fatto spazientire la sua bella, preso com’era a fotografare la meravigliosa capitale catalana, che lo ha agguantato per un braccio alla mi-hai-stufato-vedi-di-muoverti e lo ha portato via. Murad, sempre con la sua macchinetta in mano, ha immortalato quest’attimo (e te pareva!) e da lì è partita l’ispirazione.

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Un servizio fotografico così originale e dolce che ha fatto fantasticare tutti noi poveri comuni mortali, seduti dietro un pc con gli occhi a cuoricino. Abbiamo visto circolare in rete simpatiche parodie e riproduzioni amatoriali del celebre lavoro che ci hanno strappato un sorriso. Proprio quando pensavamo di averle viste tutte, ecco che arriva la notizia tra capo e collo che sbaraglierà le altre in quanto a originalità.

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Volete giocare anche voi alla “fidanzata di Murad”? Volete portare a spasso anche voi il vostro fantomatico ragazzo? State tranquille, non c’è bisogno di averne uno vero, c’è il braccio-selfie!

Donne, siamo nel ventunesimo secolo, perché sorbirsi discorsi interminabili sulla Serie A oppure resoconti minuziosi delle nottate passate a giocare alla PS4 quando potete avallare tutto ciò spendendo appena qualche euro? Il braccio-selfie è silenzioso, accomodabile, maneggevole, affidabile e pratico. Non alzerà gli occhi al cielo ogni volta che lo porterete a fare shopping né quando volete fare una foto da pubblicare su Instagram. Anzi, vedrete che bel figurone che vi farà fare con i vostri followers!

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Se non fosse per il colorito smorto stile cadavere e la tristezza che incute solo a guardarlo in foto, sarebbe praticamente perfetto. Peccato che non lo sia affatto.

Queste invenzioni nascono dai bisogni che si evolvono nel corso del tempo, bisogni che anche NOI contribuiamo a modificare. Una delle leggi (piuttosto scontata e intuitiva) alla base del commercio è “Si produce quello che si può vendere”. Se aggeggi come questi vengono prodotti e lanciati sul mercato, significa che c’è davvero qualcuno lì fuori disposto a comprarli!

Tutti noi siamo spinti a dire di no, che non faremo mai una cosa del genere. È ridicola, non sono così drogato di Social Network da comprare un (pezzo) di fidanzato finto solo per mostrare al web che non sono single. Eppure qualcuno ci dovrà pur essere se si è deciso di mettere in commercio questo… coso.

La domanda che voglio porvi oggi è: secondo voi quanto siamo disposti a sacrificare del nostro amor proprio pur di apparire apprezzabile (e, soprattutto, invidiabile) agli occhi degli altri?

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Revisore: Giorgia Giometti

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