Quando ho iniziato a studiare il russo ovviamente ho dovuto anche imparare un nuovo alfabeto. Nuove lettere, nuovi suoni, nuove pronunce. All’inizio mi era sembrata una cosa così inusuale, così strana. Adesso, dopo due anni, invece rientra nella mia normalità. Anzi, ho capito che in realtà è quello che facciamo in continuazione.

L’alfabeto è alla base di una lingua, la lingua è alla base di una cultura, la cultura è alla base di un paese. Ogni volta che andiamo in un nuovo stato, quindi, impariamo anche un nuovo alfabeto.

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Lo so, è una visione un po’ contorta, ma in fondo se ci pensate non è poi così sbagliato!

Sono in Irlanda da solo un mese, eppure quando si va all’estero come “cittadini” e non come turisti, lo scorrere del tempo acquista una concezione tutta particolare: la sua percezione va oltre le solite 24 ore giornaliere. Le settimane trascorse qui saranno anche poche, ma vi assicuro che sono state vissute molto, molto intensamente!

Ma torniamo al nostro alfabeto e a quello che ho scoperto finora sulla vita in Irlanda. Enjoy!

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Adattatori
Una vera scocciatura. Hanno il vizio di nascondersi e di sparire nel nulla, peggio delle forcine per capelli! Consiglio: investite in due/tre buoni adattatori, altrimenti brucerete tutte le prese dei vostri dispositivi elettrici. Parola mia! Risparmiamo su tutto, ma non sulla sicurezza.

Birra
Irlanda=birra. Associazione mentale facile e posso facilmente capire il perché. Quello che mi ha stupito qui è l’attenzione che prestano i baristi quando ti spillano una pinta. In Italia non è così raro avere un bicchiere pieno di schiuma o con qualche dito mancante di birra. In Irlanda questo non accade mai. Provate a ordinare una Guinness. Ve la riempiranno fino all’orlo, la lasceranno da parte per un minuto per farla depositare e ne aggiungeranno altra quasi fino a farla traboccare. Guai a fregare un irlandese!

Coffee
Irish Coffee, che scoperta! Ore 11 in un piccolo bar nella contea di Kerry. “Oh, sei italiana? L’espresso è buonissimo, ma devi assolutamente provare il nostro caffè!”. Da povera illusa, accetto con un sorriso. Beh, non è stata poi una grande idea. Ma in fondo dovevo aspettarmelo, sono nella patria dell’alcool! Diciamo che più che un caffè corretto con del Whisky, è Whisky corretto con del caffè. Non proprio l’ideale prima di pranzo, no.

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Divisa
Dovendo fare ogni giorno almeno 5 km in bici (nei giorni fortunati) il tempo per guardarmi intorno non mi manca. Qui ci sono molte scuole che impongono ai loro studenti le tipiche divise di tutto punto che vediamo in televisione. Magari per chi le indossa sono una scocciatura, ma vedere decine di ragazzi in gonnellina o cravatta è troppo cool.

Elettricità
Una piccolezza, ma che secondo me è un grande aiuto in fatto di finanze. In Irlanda ogni presa ha un interruttore di lato. Quando non ci serve elettricità, quindi, possiamo semplicemente spengere tutto e andarcene. Pensate a quanti centesimi si potrebbero risparmiare ogni giorno se tutti noi li avessimo a casa nostra!

Fuso orario
Un’ora sola, che sarà mai! E infatti la differenza con l’Italia quasi non si sente. Un consiglio, però: cambiate l’ora manualmente e non lasciate che il vostro dispositivo lo faccia da solo, altrimenti, se si impallerà, arriverete in ritardo ai vostri appuntamenti, credendo che siete un’ora in anticipo. E sarà uno schifo. Specialmente se quella che avete saltato era la prima lezione di un corso all’università.

Gaelico
Irlandese o gaelico, la seconda lingua del paese può essere chiamata in diversi modi. Ogni indicazione o avviso è scritto non solo in inglese, ma anche nella loro amata lingua per tenere vive le loro tradizioni. Non tutti gli abitanti, però, lo parlano fluentemente. E vi assicuro che è stranissimo!

Hurling
Una scoperta per me. Questo sport è molto famoso in Irlanda, tanto quanto lo è il rugby. Peccato che all’infuori della verde isola sia pressoché sconosciuto. Eppure è un gioco entusiasmante e divertente, da vedere e da giocare.

Kilkenny v Tipperary - GAA Hurling All-Ireland Senior Championship Semi-Final

Inglese
Nonostante il gaelico giochi un importante ruolo nella società, l’inglese rimane sempre la lingua preferenziale in Irlanda. Tuttavia, il loro accento è chiaramente diverso da quelli degli altri paesi anglofoni e, purtroppo, non sempre comprensibile. Specialmente di prima mattina. Specialmente durante una lezione di diritto internazionale. Specialmente se parlato velocemente. Sigh.

Lingue
Essendo un importante polo turistico e universitario, Cork è un pullulare di diverse culture e lingue: dal binomio irlandese/inglese di cui vi parlavo prima a quelle più diverse provenienti da ogni parte del mondo.

Meteo
No, sul serio, questo per me è un tasto dolente. Appena sono arrivata un irlandese mi ha detto “qui è come avere quattro stagioni in una sola giornata”. Allora mi ero messa a ridere, ma adesso, col senno di poi, capisco cosa intendeva. Vi assicuro che è vero! Il tempo cambia con una velocità impressionante, passando dal soleggiato alla grandine nel giro di un’ora e mezza. L’ombrello nella borsa è un must.

Nome
Il mio povero nome italiano viene storpiato in mille varianti, una più terribile dell’altra. La più gettonata? Fredirika.

Orari
Altro tasto dolente. Qui gli orari sono molto diversi, rispetto all’Italia. Un esempio? La cena. Dire che si mangia presto è un eufemismo. Calcolate solamente che la maggior parte delle serate iniziano alle 20.30. sì, avete capito bene. Le otto sono considerate dopocena. Inutile dire che tutte le altre nazionalità non fanno troppa fatica ad adeguarsi, gli unici in perenne ritardo sono gli italiani e gli spagnoli.

Pub
Quello che noi generalmente conosciamo come pub qui si chiama bar. Non andate quindi a chiedere le indicazioni per un bar se volete colazione! Fatta questa specificazione, c’è una cosa molto curiosa che mi piacerebbe condividere. Da quanto ho visto, qui la sera si usa andare di bar in bar, quasi come fosse un viaggio a tappe. Quasi mai si trascorre la serata nello stesso posto. Il che può anche essere divertente, ma di certo non aiuta in fatto di soldi, visto che si è portati a consumare qualcosa ogni volta che si cambia locale. Ooops!

Quadrifoglio
Sono arrivata qui carica di aspettative e sono partita subito alla ricerca dai famigerati quadrifogli…Io non ne ho trovato ancora nessuno, poi fate voi!

Rossi
Altro cliché: tutti gli irlandesi hanno i capelli ramati, la pelle chiara e tante lentiggini. In realtà non è proprio così (scusate se sconvolgo le vostre certezze!). Ce ne sono abbastanza, è vero, ma la quantità di mori e biondastri vi potrebbe stupire. Nel frattempo, anche io sto assumendo le sembianze del posto.

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Senso di marcia
Anche qui si usa tenere la sinistra, non è una novità. Tutti lo sanno e non voglio fare Capitan Ovvio. Quel che però non tutti sanno, perché magari non ci hanno mai pensato, è che questa diversità si riscontra in tutto, non solo per strada. Sulle scale mobili, ai tornelli, all’università… Al mercato, quando si è in fila per i banchi, bisogna camminare a sinistra se non si vuole andare a sbattere contro tutti. Quando ci si asciuga i capelli in palestra si deve usare lo specchio a sinistra, altrimenti starai occupando due postazioni diverse: una per il phon e una per lo specchio. E gli altri non saranno contenti, no.

Telefono
Nuovo stato, nuova SIM. Sapevate che la Tre e la Vodafone operano anche all’estero? Qui sono due delle compagnie più famose. Per quanto riguarda il prefisso, quello irlandese è +353.

Università
Enorme, meravigliosa e completa. Più che un campus universitario è una piccola città: ristoranti, bar, una banca, una biblioteca immensa, sale relax, negozi, cucinette, sportello medico, aiuto psicologico, un anfiteatro, un fiumiciattolo e addirittura una cappella! Non appena siamo arrivati ci hanno dato una mappa per orientarci e, dopo un mese, ancora è la nostra migliore amica.

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Verde
Stavolta il cliché è veritiero: l’Irlanda è il paese europeo più verde che abbia mai visto. E me ne sono accorta da subito, sin da quando ho passato 3 ore e mezza in viaggio da Dublino a Cork e l’autostrada era letteralmente inghiottita in distese sconfinate di praterie e pascoli. Uno spettacolo!

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Zuppe
Dato il freddo per la maggior parte dell’inverno, qui le zuppe calde vanno alla grande. Ce ne sono per tutti i gusti e sono buonissime.

Ecco il mio personale alfabeto irlandese. Voi quanti ne conoscete?


Revisore: Giorgia Giometti
Con la (graditissima) partecipazione delle mie compagne d’avventura Flavia Piscedda e Anna Palmieri.

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