C’è un nuovo (spaventoso) trend che arriva direttamente dall’America e che sembra stia prendendo piede anche in Italia: il Kylie Jenner Lip Challenge, una sfida che prende il nome dalla sorella della famosa Kim Kardashian, Kylie, nota per essere ricorsa ad un ritocco chirurgico alle labbra a soli 17 anni. Il classico modello da seguire, in poche parole.

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La sua bocca super carnosa è piaciuta talmente tanto alle adolescenti che si è pensato a tutto pur di far ottenere loro lo stesso risultato, senza però ricorrere ad interventi o iniezioni. Ecco come nasce il Fullips Lip Enhancers, una sorta di stampino rosso di varie misure, reperibile online per circa venti dollari.

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Come funziona? È semplicissimo. Basta posizionarlo sulle labbra, risucchiare l’aria e rimanere “in posa” per 30 secondi. Bloccando la circolazione su una zona delicata come quella in questione, si otterrà come risultato un gonfiore momentaneo che renderà le labbra molto (e dico MOLTO) più carnose. La durata dell’effetto non supera comunque le 2/3 ore.

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Fin qui tutto bene. Si può essere scettici riguardo il principio in sé di questa operazione ed il suo risultato finale, che spesso è tutto tranne che naturale, ma questi sono gusti. Chi, da adolescente, non è passata in una di quelle fasi dove si vuole assomigliare ad una star della televisione? Io ho truccato gli occhi di nero alla Avril Lavigne per anni, quindi sarei veramente l’ultima persona che può giudicare.

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Quello che preoccupa, però, non è il fatto in sé per sé, ma come la situazione sia degenerata, diventando decisamente pericolosa (oltre che antiestetica). Su Twitter e Instagram è nata una vera e propria gara a chi riesce ad ottenere labbra più grandi. Le foto pubblicate con l’hashtag #KylieJennerChallenge sono più di 110mila e alcune di esse sono davvero raccapriccianti. Dal Fullips, si è passati ad utilizzare come enhancer qualsiasi oggetto che può dare lo stesso effetto “ventosa” come bottiglie, bicchieri e barattoli, provocando lividi, irritazioni e rossori che deformano i visi delle ragazze.

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E pensare che io, alla loro età, l’unico effetto ventosa che adoperavo sul mio viso era quello con la parte posteriore dei pennarelli (quella bianca con un buco al centro, per capirci) che mettevo sulle labbra a mo’ di denti da tricheco per far ridere la mia compagna di banco. Sì, ero praticamente una cretina.

Leggendo notizie come queste si traggono sempre le solite conclusioni: internet è nocivo, le nuove generazioni sono fuori controllo, ormai apparire è più importante che essere, eccetera eccetera. Per una volta, tralascerei questi discorsi che sono noti a tutti. L’aspetto su cui vorrei concentrarmi è un altro.

Visto che tutto ciò nasce dalla voglia di essere più belle (come se poi la bellezza dipendesse dalla grandezza delle labbra), siamo sicure che martoriarsi il viso in quel modo aiuti a migliorarci? Ne vale veramente la pena? Qual è lo scopo del gonfiarsi le labbra per essere “più belle” quando in realtà ci stiamo facendo solo del male? Va bene il detto “Chi bella vuole apparire, un po’ di dolore deve soffrire”, ma così mi sembra un tantino esagerato.

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Revisore: Giorgia Giometti

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