Dati gli importanti avvenimenti, in questi giorni la Grecia è sulla bocca di tutti. Vista la situazione e le difficoltà che questo paese sta affrontando, si parla solo di povertà, di Europa, di economia e di referendum. Com’è anche giusto che sia. Eppure mi sono sentita come se la stessimo depersonalizzando, come se stessimo solamente parlando dell’ennesimo stato in crisi, dell’ennesima economia in difficoltà. Non della Grecia, non del suo meraviglioso popolo né della sua cultura millenaria. E allora mi sono detta, perché non interrompere per un secondo questo clima teso per tornare a guardarla, anche se solo per pochi minuti, con gli occhi di chi la scopre per la prima volta?

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Vi avevo già parlato della mia esperienza a Rodi qui, ma stavolta voglio concentrarmi su un’attrattiva particolare dell’isola. Un’area particolarissima dove si verifica da anni uno dei fenomeni che è rimasto ancora inspiegabile, non solo agli ignoranti in materia come me (ignara turista con tanto di cappellino caratteristico e di ancora più caratteristiche spalle bruciate dal sole), ma anche ai tanti studiosi accorsi da tutto il mondo per analizzare il fenomeno. Sto parlando della Valle delle Farfalle.

La Valle si trova vicino alla cittadina di Petaloudes (in greco Πεταλούδες che significa, appunto, farfalle), a circa 30 km da Rodi città. Quello che rende unico questa superficie di 60 ettari è la presenza massiccia di una tipologia di farfalle che da giugno a settembre popolano costantemente l’area: la Euplagia Quadripunctaria Himalaiensis. Dire semplicemente che la popolano è riduttivo, la sensazione che si ha visitando questo parco, lungo appena un km, è quella di vedersi invasi da centinaia di migliaia di esemplari. Un vero spettacolo della natura.

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Non appena si inizia il percorso fatto di deliziose cascate, ponti di legno e alberi profumati, si incontrano appena un paio di farfalle qui e lì. Ecco dove la maggior parte dei turisti rimane deluso e alza le sopracciglia esplodendo in un triste “Tutto qui?”. Ma più ci si inoltra, più entriamo nel loro mondo, nel loro habitat. E nel giro di 5 minuti vediamo tronchi e rocce completamente ricoperti di farfalle, talmente compatte da formare quasi un manto uniforme.

Vi giuro, l’impressione che si ha è quella di essere dentro un libro di favole per bambini. Passeggiare per quel boschetto silenzioso, tranquillo e intervallato da migliaia di puntini colorati che si muovono disordinatamente trasmette una calma ultraterrena. Il caos della città che abbiamo lasciato dall’altra parte del Mediterraneo è solo un ricordo lontano.

Per visitare tutto il percorso non serve molto tempo, un paio d’ore sono più che sufficienti. Mi sono tenuta larga perché, fidatevi, una volta aver messo piede lì dentro non vorrete più uscirne. Trovare un posto così fresco dove potersi riposare all’ombra degli alberi, seduti su un a panchina di legno in mezzo a un bosco silenzioso, sembra quasi un miraggio in quell’isola tanto bella quanto afosa. Basta seguire i sentieri delimitati da staccionate, corde e ponticelli di legno per godere a pieno dello spettacolo naturale di cui l’uomo è solo spettatore.

Ecco un’altra cosa da tenere bene a mente: lì gli intrusi siamo noi, non le farfalle. Siamo noi ad essere entrati a casa loro e, come ospiti, dobbiamo rispettare i loro ritmi e le loro regole. È quindi assolutamente vietato far rumore, battere le mani per far volare le farfalle o addirittura toccarle. È proprio la maleducazione dei turisti che negli anni ha provocato la progressiva diminuzione degli esemplari. Per combattere questo fenomeno, aspettatevi di trovare guardiani in borghese per tutto il parco, pronti a farvi multe salate manco fossero Vigili a Roma di sabato sera.

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L’ingresso è a pagamento ma il prezzo è davvero modesto. Nel parco si trovano anche negozi di souvenir e un ristorante.

Se vi trovate a Rodi e avete tempo e voglia di fare una gita in mezzo alla natura, vi consiglio assolutamente di ritagliarvi un paio d’ore per fare un salto alla Valle delle Farfalle. Non solo è un qualcosa di raro e meraviglioso che vale la pena vedere, ma è anche un’ottima alternativa al mare o alle visite storiche per le acropoli dell’isola. Voglio dire, se questa piccola gemma del Dodecaneso offre così tante attrattive turistiche diverse, perché non approfittarne e vedere ogni sfaccettatura che offre?


Revisore: Giorgia Giometti

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