Alzi la mano chi non ha mai sognato di vedere l’aurora boreale e i fantastici paesaggi che solo l’estremo Nord Europa può offrire. E alzi anche la mano chi non ha provato a controllare i prezzi dei voli e dei vari bus per raggiungere questo posto dimenticato da Dio. Beh, se non lo avete mai fatto, credetemi quando vi dico che è decisamente costoso. Per questo, non potevo non farmi scappare l’occasione di partire in un viaggio per la Lapponia organizzato da ESN (Erasmus Social Network) e andare a riempirmi gli occhi di meraviglie e il cuore di emozioni.

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Così mi sono attrezzata di vestiti e calzature adatte, fiaschetta tattica con Vodka locale, tanto coraggio e infinita curiosità e sono salita sul bus. Dopo 13 ore (e sottolineo tredici) di viaggio siamo arrivati a Rovaniemi, la famosa città dove Babbo Natale ha ormai preso residenza. Una fermata al Villaggio di Babbo Natale è quindi una tappa obbligata e un’occasione per tornare bambini per qualche ora.

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Qui le cose da fare sono infinite: dall’incontro con Babbo Natale in persona, alla possibilità di  attraversare fisicamente il Circolo Polare Artico e anche di ricevere un timbro sul passaporto per questo. Inoltre c’è anche un ufficio postale da cui è possibile inviare lettere e cartoline, su cui verrà apposto il timbro direttamente dagli elfi lavoratori.

N.B: Essendo un posto molto turistico, i prezzi sono decisamente elevati. Siate quindi mentalmente pronti. L’ingresso è però gratuito e almeno avrete l’occasione di fare un giro nella struttura, ma avere foto ricordo e gadget sarà più costoso.

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Risaliti sul pullman per altre tre ore e mezzo, tra paesaggi incantati e renne che attraversavano la strada a loro piacimento, arriviamo finalmente alla nostra destinazione: Saariselkä, un villaggio di pochissime anime completamente disperso nel nulla. Qui abbiamo alloggiato in dei tipici cottage dotati di camino, soffici divani e dell’immancabile sauna. Niente wi-fi però, quello più vicino era a 1 km di distanza a piedi. Nel villaggio c’erano tutti i negozi necessari ad un soggiorno piacevole, tra cui una friggitoria molto famosa nell’area. Il suo piatto forte? Hamburger di renna.

209-1 209-2 221 240 Dopo un meritato e lungo riposo, arriva finalmente il giorno che più di tutti aspettavo: quello del giro in slitta con gli Husky. Dopo aver ricevuto accurate istruzioni su come guidarli, siamo stati divisi e ci è stata assegnata una squadra di cani eccitati e nervosi, pronti a schizzare in avanti una volta liberati. L’atmosfera era decisamente adrenalinica e tenere a bada l’entusiasmo dei cani non era per nulla facile. Eppure, tra situazioni tragicomiche e attimi di paura, io e la mia compagna di viaggio ci siamo riuscite e l’esperienza è stata anche più bella di quel che mi potevo immaginare.

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Il giorno dopo siamo partiti alla scoperta di un altra terra meravigliosa: la Norvegia. Il piccolo villaggio che abbiamo esplorato si chiama Bugøynes, conta poco più di 200 abitanti ed è semplicemente un gioiello norvegese al confine tra Finlandia e Russia. Qui l’attività principale è la pesca e, nonostante le piccole dimensioni, Bugøynes è uno dei poli principali del paese, soprattutto per quanto riguarda la pesca del cosiddetto re granchio.

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Dopo aver pranzato in un ristorantino delizioso a conduzione famigliare, non potevamo farci scappare l’occasione di tuffarci nell’Oceano Artico… anche se facevano -6°C. Il fiordo in cui l’abbiamo fatto è quello che vedete nelle foto qui sopra.

Prima di salutarci, poi, la Norvegia ci ha regalato il più bello spettacolo naturale che abbia mai visto: l’aurora boreale, che ha segnato una linea luminosa nel cielo a mo’ di arcobaleno, attraversando il buio da una parte all’altra. Ah, notate bene che erano solo le 3 del pomeriggio… ed era già buio!

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Il mio viaggio in Lapponia è stato anche trekking in vallate sperdute, passeggiate tra i boschi per incontrare le renne, incalcolabili cioccolate calde e vin brulé, saune e rotolate nella neve (in vero stile finlandese). Insomma, un’esperienza che porterò nel cuore per il resto della mia vita.

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