Ebbene sì, ormai ci ho preso gusto. Dopo quello russo (di cui vi ho già parlato qui), questa volta ho scelto di provare il ristorante indiano. Ultimamente mi sento presa da uno strano moto di cosmopolitismo. Sarà che vedo tutte le mie amiche in partenza per isole baciate dal sole o belle capitali europee mentre io (sfigata) sono condannata alla torrida Roma. Ma sapete che vi dico? Quando non si può viaggiare con il corpo e si è stanchi di farlo sempre e solo con la mente, cosa c’è di meglio di viaggiare con il gusto?

Di ristoranti indiani ce ne sono molti a Roma, la scelta è davvero imbarazzante. Quello che abbiamo scelto noi si chiama Himalaya Palace (in zona Monteverde). Da fuori, devo dire, sembra quasi una qualunque pizzeria di periferia, ma una volta varcata la soglia si entra da subito nella caratteristica atmosfera indiana: le statue d’oro di divinità induiste, i tratti somatici dei camerieri che parlano tra di loro in una lingua sconosciuta, la tipica musica indiana in sottofondo e l’ancora più tipico odore di spezie e incenso. Sembra davvero di essere entrati in un locale di Nuova Delhi!

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E adesso arriviamo dritti al sodo, passiamo alla tanto discussa protagonista della serata: la cucina indiana. Tadadadaaan! Quando ho detto a tutti dove sarei andata l’indomani, amici e parenti hanno sgranato gli occhi, guardandomi come se gli avessi appena detto che avevo intenzione di fare a braccio di ferro con Mike Tyson. Una partita persa in partenza, quindi. Una catasfrofe preannunciata. Questo perché aleggia da sempre la concezione un po’ presuntuosa che, messi a paragone con quelli mediterranei, tutti gli altri sapori del mondo faranno necessariamente schifo.

Per un palato italiano, quelli dell’Asia Meridionale sono certamente sapori insoliti e possono non piacere a tutti. Per questo, soprattutto se è la prima volta (come nel mio caso), vi consiglio di iniziare in maniera soft, sperimentando con le spezie un poco alla volta. In particolare, suggerisco di andarci in gruppo e di prendere portate diverse così da avere l’occasione di assaggiare più piatti, lasciando da parte (o mollando all’amico tritatutto) quello che non vi sconfinfera. In questo modo eviterete di dover finire controvoglia una pietanza che non è di vostro gusto, ridurrete il conto finale ed entrerete in punta di piedi nell’inesplorato mondo del cibo indiano. Un passettino alla volta.

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Himalaya Palace offre una scelta di 4 menù (tutti consultabili, ben illustrati e scaricabili in PDF dal loro sito ufficiale): alla carta, vegetariano (19€), non vegetariano (20€) e di pesce (24€). La mia esperienza con quello non vegetariano è stata per alcuni versi positiva, per altri un po’ meno. Eppure non mi sono data per vinta: quando si sperimenta c’è sempre il rischio di prendere un abbaglio.

L’antipasto è stata la mia portata preferita: buonissimi il Samosa (dei fagottini di patate), il Pakoras (una frittura di verdure), il Chicken Tikka (uno spiedino di pollo) e il Seekh Kebab (dei spiedini di carne macinata).

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Tra le seconde e le terze portate, i piatti che mi sono piaciuti di più sono stati il Chicken Tandoori (cotto con yougurt), il Chicken Curry, e il Dal (delle lenticchie molto speziate). Tutto accompagnato da Naan Tandoori (una sorta di focaccina), una salsa di yoghurt con verdure chiamata Raisa e il riso indiano Basmati.

Quest’ultimo in particolare, come ci ha prontamente spiegato il nostro cameriere, si mangia mescolato alle altre portate. Ecco quindi spiegato il perché delle loro salse particolarmente liquide: sono fatte apposta per essere assorbite dai chicchi di riso bollito, creando un piatto unico e nutriente. Quindi non abbiate paura di fare “cucci cucci con il riso” (come ci ha detto il ragazzo mentre ci mostrava lui stesso come fare, prendendo la mia forchetta per unire il riso al lato del mio piatto con il resto del pollo), non è da maleducati!

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Adesso, non voglio fare la perbenista sfoderando i soliti luoghi comuni (“tutte le cucine sono buone, siamo noi a non essere abituati”, “non ti piace solo perché sei nato in un paese diverso, se fossi nato lì lo apprezzeresti anche tu”, “non si può provare qualcosa di nuovo e metterlo a paragone con ciò che appartiene alla tua quotidianità”, ecc.), ma è pur vero che prima di giudicare qualcosa dovremmo quantomeno dargli il beneficio del dubbio. E se non lo farete mai… beh, perderete l’occasione di imparare qualcosa di nuovo e di passare una serata alternativa in ottima compagnia.

Location 8
Prezzo 8
Servizio 7.5

Indirizzo: Circonvallazione Gianicolense, 277 (zona Monteverde)
Tel: 06 5826001 / Cell: 347 5933376 / Email: info@himalayapalace.com


Revisore: Giorgia Giometti
Le foto utilizzate in questo articolo sono state prese dal sito ufficiale del ristorante. Per vedere le altre potete andare qui.

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