Voli solo andata, lezioni in lingua straniera, nuove amicizie, coinquilini disordinati, feste selvagge, città da esplorare: tutti sanno che l’Erasmus è uno dei periodi più movimentati della vita di uno studente. Quello che invece è meno risaputo (e che probabilmente può sapere solo chi ha vissuto la stessa esperienza) è che le settimane che precedono la partenza possono non essere da meno.

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Per molti l’Erasmus rappresenta la prima volta fuori casa. Il primo appartamento, le prime lavatrici, le prime bollette da pagare. Un salto nel vuoto. Il primo vero passo nello spaventoso mondo degli adulti. L’obiettivo, quindi, è quello di rendere meno dolorosa possibile la transizione tra il vecchio e il nuovo, tra la casa di mamma e papà e l’appartamento troppo piccolo che abbiamo trovato all’estero.

Come fare ciò quando non solo lasciamo la nostra città, ma addirittura cambiamo stato? Come facciamo a portare con noi quel pezzettino d’Italia che, nonostante siamo soliti criticare ogni volta che ne abbiamo l’occasione, non possiamo proprio lasciar fuori dal nostro trolley? Semplice, raccattiamo il possibile, lo facciamo entrare nella valigia (sempre troppo poco capiente) e lo trapiantiamo dall’altra parte d’Europa.

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A quattro giorni alla mia partenza, è esattamente quello che sto cercando di fare. Ecco a voi la mia top 7 dei must have italiani che non si possono non avere con sé durante un soggiorno in terra straniera.

  1. CAFFETTIERA
    Eh sì, peffforza. Ditemi voi, come può fare un italiano ad affrontare le sue giornate senza una bella carica d’espresso di prima mattina? Non quella brodaglia marrone che vogliono propinarti, non quei cappuccini ipercalorici di Starbucks. Il nostro caro, vecchio espresso. Proprio non si può vivere senza. Quindi, che caffettiera sia.
  1. CARTE
    Che siano napoletanepiacentine non importa. L’importante è averle sempre a portata di mano per una briscoletta o una scopa tra amici. E se poi dividiamo la casa con dei coinquilini stranieri… beh, le cose si fanno anche più interessanti!
  1. MULTIPRESA
    Sarà pure una mia fissazione, ma non posso proprio sentirmi a casa se ho le prese contate e sono obbligata a scegliere tra la carica del cellulare, dell’Ipad o del portatile. Perché (indovina un po’?) a me servono tutti e tre! È un bisogno primario, capitemi. Casa è dove arrivo, infilo il pigiama in tre secondi e metto in carica tutti i miei dispositivi. La tecnologia ormai mi ha schiavizzata, giudicatemi pure.
  1. DISPOSITIVO CON COLLEGAMENTO A SKYPE
    Per restare in contatto con amici e parenti, certo. Ma, soprattutto, per poter contattare in un battibaleno mamma/nonna/zia o chiunque altro possa aiutarci a combattere con un grande un mostro verde: il bucato. O che possa dirci qualche ricetta italiana da fare per riassaporare il vero sapore di casa.
  1. PARMIGIANO
    Per rendere più italiana la pasta che andremo a cucinare a casa, apparentemente simile eppure così diversa da quella di casa. Perché niente potrà mai essere messo a paragone con quella che siamo abituati a mangiare nel Belpaese, con il sugo lasciato a bollire per ore a fiamma lenta oppure fatto veloce veloce con una foglia di basilico appena colto. Mmmmmh.
  1. FILM IN ITALIANO
    Giusto per riposare le orecchie dopo una giornata di full immersion nella lingua straniera, dopo ore di concentrazione e sforzo mentale. Quanto può essere bello capire tutto con estrema facilità e senza far funzionare troppo il cervello?
  1. QUALCHE OGGETTO DALLA PROPRIA STANZA
    Il peluche d’infanzia, la coperta di pile preferita, le foto o l’oggetto speciale che custodiamo gelosamente sul comodino: insomma, qualsiasi cosa che vi faccia sentire a casa e che non potete proprio lasciare indietro. E se poi vi dovessero prendere in giro perché lo giudicano eccessivo… non cascate nell’inganno, sono sicura che anche loro hanno portato con sé quella felpa super comoda, tipica da serata “copertina e film”, che detiene il posto d’onore nell’armadio.

Adesso arrivano le specificazioni, per evitare che questo post venga frainteso. Tutto ciò che ho nominato nella mia classifica si può trovare benissimo anche all’estero (non è che ci stiamo trasferendo al Polo Nord ovviamente). È solo che spesso li troviamo sul mercato a prezzi decisamente più alti rispetto all’Italia. Quindi, se possiamo, perché non poter risparmiare un pochino? Ricordiamoci che siamo studenti… e che la maggior parte di noi è in bolletta.

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Inoltre, non voglio assolutamente fare la solita italiana schizzinosa che critica tutto e tutti, dal cibo all’assenza del bidet nei bagni. Né voglio fare come Totò e Peppino che arrivano alla stazione di Milano coi colbacchi (Totò, Peppino e la malafemmina – 1956) e mille pregiudizi, la maggior parte dei quali cliché esasperati. Sono la prima a incitare al cosmopolitismo e all’adattamento ad ogni stile di vita, alle culture e alle nuove esperienze.

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Malgrado ciò perché dobbiamo per forza fare un cambiamento radicale? Perché dobbiamo azzerare tutto e ricominciare daccapo anche se non lo vogliamo? Se ci sono modi per rendere la transizione più facile, non ci vedo niente di male a prenderli in considerazione. Abbiamo tutto il tempo che vogliamo per abituarci alle novità e per farle diventare parte della nostra quotidianità.

Per cui mettete nel vostro zaino quel che vi pare e… buon viaggio!


Revisore: Giorgia Giometti

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