Cosa potevo fare in una torrida giornata d’agosto? Andare al mare? In piscina? In montagna? No, ho fatto proprio la cosa che ogni dottore sconsiglierebbe: la turista. Ebbene sì. Mi sono messa in marcia verso Tivoli, una piccola cittadina in provincia di Roma, alla volta di uno dei siti patrimonio dell’UNESCO: la Villa d’Este.

Tranquilli, non sono una masochista, vi assicuro che questa villa è la casa-sogno di qualsiasi persona insofferente del caldo. Perché? Più che spiegarvelo a parole, lascio che siano le immagini a farlo per me.

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Tutte queste fontane e giochi d’acqua lasciano lo spettatore senza fiato… e rinfrescato! Io ci sono stata nelle ore più calde della giornata, in pieno agosto, ma vi assicuro che il caldo l’ho lasciato all’uscita del Grande Raccordo Anulare di Roma. Non solo ci si può bagnare molto facilmente e ci sono fontanelle in ogni dove, ma, grazie alla posizione favorevole, la villa è anche molto ventilata. Se le folate di vento e i getti d’acqua fresca sono meravigliosi presi singolarmente, immaginatevi cosa possono essere insieme. Docce gratis per tutti!

I 35.000 m2 di giardino ospitano 9.000 m2 di viali e rampe, 30.000 piante a rotazione stagionale, 150 piante secolari, 15.000 piante ed alberi perenni, 255 cascate, 100 vasche, 50 fontane e 250 zampilli. Senza considerare tutte le altre strutture idriche distrutte dai cinque secoli di storia.

Quello che rende il sito ancora più surreale è che tutte le fontane sono alimentate senza uso di alcun sostegno meccanico. È soltanto la pressione naturale e il principio dei vasi comunicanti che fa zampillare l’acqua fuori dai bocchettoni. E se pensiamo che tutto ciò è stato progettato più di 500 anni fa… beh, fa ancora più effetto.

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Natura, architettura, storia ed arte che, fuse insieme, hanno reso questa villa una delle attrattive principali della regione Lazio.

Sebbene i soli giardini basterebbero a sedurre anche il turista più esigente, i tesori della Villa d’Este non finiscono qui. Le sale interne del palazzo furono decorate da alcuni dei maestri più famosi dell’epoca come Livio Agresti, Federico Zuccari, Durante Alberti e tanti altri.

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La villa fu voluta dal cardinale Ippolito II d’Este, governatore a vita di Tivoli. Questo titolo gli fu assegnato da Papa Giulio III come regalo per aver supportato la sua candidatura al soglio pontificio. Siamo nel 1550 e la Villa è ancora un convento, sito in un’area che già anticamente ospitava una villa romana. L’esponente della famiglia D’Este affida i lavori all’architetto Pirro Ligorio e ad un’equipe di abili artisti e artigiani. Tuttavia, il cardinale ebbe poco tempo a disposizione per godersi la sua meravigliosa creazione: la villa fu inaugurata nel settembre del 1572 e lui morì appena tre mesi dopo.

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È  veramente incredibile pensare quanti tesori abbiamo proprio dietro casa. Sogniamo quelli al di là dell’oceano, dall’altra parte d’Europa, nell’altro emisfero, nell’angolo più remoto di quel continente, e ci dimetichiamo di quelli che sono proprio sotto il nostro naso. L’estate non è solo viaggi all’estero, giornate in riva al mare e weekend nella casa in montagna. L’estate è anche un momento unico per apprezzare quel che di bello abbiamo intorno, senza necessariamente allontanarci troppo dalla nostra città. Bastano solo uno zaino, una macchinetta fotografica, una buona compagnia e tanta curiosità.

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Revisore: Giorgia Giometti

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